
Un legame di fratellanza lega otto famiglie italiane che con AiBi Amici dei Bambini sono volate dieci anni fa a Xi’An per incontrare e accogliere le loro figlie e i loro figli. Bambini quasi coetanei, con una differenza di età che poteva variare di pochi mesi e che oggi si sentono “più che amici, cugini” come ci raccontano Lucia, Idra e Paolo, tre genitori del gruppo. Un’amicizia insomma che si è trasformata in famiglia allargata.
Quest’anno, a metà settembre, cade il loro anniversario, anche se i festeggiamenti sono già iniziati: dieci anni dall’adozione, dieci anni di vita e di crescita dei figli, dieci anni di un rapporto più unico che raro nato, nella primavera 2015 con l’attivazione di un gruppo whatsapp tra mamme e papà in partenza per la Cina. L’amicizia, nata in un momento così delicato e cruciale, si è trasformata in un legame profondo, che ha superato le distanze geografiche e il tempo.
Quel filo virtuale ha subito connesso otto coppie, accomunate dalla stessa destinazione, la città imperiale di Xi’An, e l’identica predisposizione alla condivisione, al voler stare insieme in questa avventura.
“In quei mesi precedenti la partenza – ricorda Lucia, mamma di Jacopo Xiang, oggi 11 anno e mezzo e di Anita Chuntian, 7 e mezzo – il gruppo è diventato un prezioso punto di riferimento per scambiarsi informazioni, consigli e, soprattutto, per conoscersi. Il primo vero incontro è avvenuto in aeroporto, un momento emozionante per tutti perché sembrava che fossimo amici da una vita”.
“Non so come farei senza! – interviene Idra che con Gabriele hanno adottato Cora Mei, una ragazzina che oggi ha 12 anni ed è una entusiasta majorette – Essere amici in questo modo, dopo aver condiviso così tanto, rappresenta un cuscino di emergenza e di confronto. Tra noi mamme, poi, credo sia fondamentale sapere di poter contare su qualcuno che prima o poi attraversa le tue stesse difficoltà ma che ama anche condividere le moltissime gioie di questo percorso”.
Mamme e papà concordano su un fatto: “Tutti i bambini sono sereni, anche chi ha subìto interventi ha recuperato bene – dice Paolo, papà di Emma You -: anche in queste circostanze, essere insieme aiuta, le paure sono molto mitigate e sempre condivise, fin dai giorni della Cina”.
La chat è rimasta sempre attiva – non a caso si chiama Pechino 2015 – ed è “utilizzata bene e in modo non invasivo”, come sottolinea Paolo – squilla di notifiche quando c’è da festeggiare il compleanno di figlie e figlie o c’è da complimentarsi per qualche successo sportivo dei giovani atleti: dalla pallavolo all’equitazione, i bambini e le bambine ritratti nei passeggini, davanti ai templi di Pechino, oggi sono preadolescenti sereni, amici e confidenti anche tra loro.
A ulteriore testimonianza della forza di questo legame, puntualissimi arrivano gli incontri annuali, una tradizione che si è consolidata fin dal primo anno dopo il rientro in Italia. Dalla primavera del 2016 ad oggi le famiglie si sono ritrovate ogni anno a Firenze o sui colli bolognesi, a Rimini, a Torino, Milano, Roma e, più recentemente, subito dopo la fine delle scuole, in Toscana.
L’ultimo incontro è stato bello e anche emozionante. Quest’anno infatti una famiglia non era presente, impegnata in Perù per una seconda adozione, ma l’assenza era solo fisica: lo spirito del gruppo li ha accompagnati anche in questa nuova, grande avventura.
“Erano di fatto sempre con noi, li abbiamo sentiti più volte e coinvolti in videochiamate”, aggiunge Paolo che insieme a Lucia svolge il ruolo di ‘tour operator’ e sta già lavorando al meeting del prossimo anno.
“Essendo in tanti dobbiamo partire quasi un anno prima – dice Paolo – : di solito selezioniamo località e strutture che in modo democratico vengono poi votate dal gruppo”. Neanche a dirlo, alla fine si ritrovano tutti d’accordo su meta e formula scelta. “Per il 2026 stiamo pensando di trovarci in un villaggio nel sud delle Marche”, dice Lucia.
Il legame con la Cina, e in particolare con Xi’an, è ancora vivo e le famiglie sperano di poter ritornare tutte assieme con i figli grandi. La famiglia di Lucia è in realtà l’unica ad esser tornata a Xi’An nel 2024, per completare l’adozione di Anita che ha dovuto attendere 4 anni per incontrare mamma papà e fratello a causa delle chiusure peril Covid.
“In quella occasione – racconta Lucia – abbiamo potuto incontrare il governatore di Xi’An, che ha ascoltato con interesse la storia nostra e di tutte le famiglie, e ha visto con i propri occhi come quei bambini piccoli nei passeggini oggi siano cresciuti e siano sereni. Anche il direttore dell’istituto ha potuto vedere come la cura e l’amore delle famiglie abbia fatto crescere i nostri figli”.
Un futuro viaggio della vita è ancora da organizzare per il gruppo: quello di ritorno a Xi’An.